Identità

Chi siamo

Il Munlab, Ecomuseo dell’Argilla , prende forma nel 2001 per volontà dell’Associazione La Fornace Spazio Permanente, attiva dal 1993 negli spazi dismessi della Fornace Carena di Cambiano. Incluso nella Rete degli Ecomusei della provincia di Torino nel 2001, nel 2007 entra nel circuito degli ecomusei della Regione Piemonte, aderendo nel 2010 alla Rete Ecomusei Piemonte.

Fin dalla sua fondazione, l’Associazione LFSP, oggi ente gestore, si era focalizzata sull’obiettivo di raccontare attraverso l’arte la realtà in cui era insediata:

  • la realtà di una comunità, quella di CAMBIANO e dei lavoratori di fornace;
  • la realtà di un luogo, gli edifici dismessi e l’ex cava di argilla della FORNACE Carena;
  • la realtà di un materiale, l’argilla.

L’intenzione però, fin da subito, non fu quella di cristallizzare quelle realtà , come fossero foto ricordo di un passato ormai lontano. Si voleva piuttosto incoraggiarne e celebrarne la trasformazione , farne scoprire le potenzialità inaspettate, svincolarle dalla funzione strumentale per tanti anni ne aveva limitato la natura. 

Gli spazi della produzione standardizzata, delle infinite serie di mattoni 6x12x24, divennero così fucine creative di idee e sperimentazioni e quegli stessi prodotti di fornace vennero ripensati e rifunzionalizzati attraverso l’arte e il design e consegnati a nuova vita.

Dopo anni di attività, mostre ed eventi, CESARIO CARENA decise di assecondare il desiderio proveniente dalla nuova generazione di artisti, educatori, ceramisti, sociologi e naturalisti che si era avvicinata all’Associazione e di pensare ad un nuovo progetto, che permettesse di entrare ancora di più in contatto con il territorio e di mettere a disposizione le tante competenze dei volontari e degli associati che gravitavano intorno al “galeone” LFSP.

Si scelse così di costituire un ECOMUSEO , che più di ogni altra istituzione sembrava in grado di sancire un legame profondo e di interscambio con la popolazione e di garantire la tutela, la valorizzazione e la conservazione del patrimonio materiale ed immateriale presente sul territorio

Tutto traeva origine dall’amore nei confronti di un materiale tanto umile quanto prezioso: l’argilla , che ne aveva rappresentato e continuava a rappresentarne l’anima profonda. Per questo si decise di dare all’Ecomuseo un nome che ne ricordasse le radici:

La parola Mun , in piemontese, indica il mattone

Munlab, oggi, indica un luogo in cui incontrarsi per sperimentare insieme, con le mani nell’argilla e lo sguardo rivolto al futuro.

A disposizione della comunità, a vostra disposizione.

Cos’è un ECOMUSEO? 

“Un qualcosa che rappresenta ciò che un territorio è, e ciò che sono i suoi abitanti, a partire dalla cultura viva delle persone, dal loro ambiente, da ciò che hanno ereditato dal passato, da quello che amano e che desiderano mostrare ai loro ospiti e trasmettere ai loro figli.” 

Dovessimo proprio cercare una definizione, sceglieremmo questa frase di De Varine, ma il concetto di Ecomuseo non è affatto semplice da spiegare a parole!



Cosa vuol dire ECOMUSEO? 

Il termine nasce quasi per caso, nella primavera del 1971, al ristorante La Flambé di Parigi, durante una colazione di lavoro fra Georges Henri Rivière, fondatore della cosiddetta Nuova Museologia, e lo studioso francese Hugues de Varine. In cerca di un modo per spiegare cosa fosse questa nuova forma di museo, collegata all’ambiente, su cui stavano lavorando ormai da tempo, i due iniziarono a giocare, mescolando diverse combinazioni di sillabe, finchè non saltò fuori la parola “Ecomuseo”, originariamente unione di museo ed ecologia.


Cosa si fa all’ECOMUSEO?

Quello che non si fa al museo!

L’Ecomuseo è qualcosa che è tanto difficile da spiegare, quanto facile da vivere e, soprattutto, sperimentare: l’Ecomuseo infatti non si visita, all’Ecomuseo si partecipa.

All’Ecomuseo, ci si sporca, si crea, si passeggia, si incontrano persone nuove, si conosce un luogo sotto ogni suo aspetto: la flora, la fauna, l’architettura, il lavoro, il cibo, le tradizioni…

Volete un consiglio? 

Se davvero volete capire cos’è un Ecomuseo, c’è una cosa sola da fare:

venirci a trovare!

Rete Ecomusei

In Italia, negli ultimi vent’anni, gli Ecomusei si sono moltiplicati.

Non esiste una normativa nazionale in materia: le aree interessate al tema hanno legiferato ciascuna secondo le proprie necessità.

Oggi , quella ecomuseale è una realtà legalmente riconosciuta in molte regioni e province autonome e la prima Regione a dotarsi di uno strumento normativo in materia ecomuseale è stata il Piemonte , nel 1995. 

Da allora si è cercato di applicare i principi ecomuseali nel modo più vicino possibile alla teorizzazione di De Varine e Rivière, nonostante le ovvie difficoltà insite nella natura stessa dell’ecomuseo: costituzione fluida, duttilità, sede fisica spesso identificabile solo dal punto di vista burocratico.

Dal 2010 il Munlab, Ecomuseo dell’Argilla fa parte della Rete Ecomusei Piemonte, associazione senza scopo di lucro costituita a supporto delle attività di cooperazione degli Ecomusei associati. 

Il Munlab, Ecomuseo dell’Argilla è inoltre membro della Rete Italiana Ecomusei, una “comunità di pratica informale” nata con l’obiettivo di collegare e mettere in rete la comunità degli ecomusei esistenti o ancora da istituire e tutte le altre ONG che si occupano del patrimonio del paesaggio.   

Nel 2021 , con una serie di iniziative denominate “Gli ecomusei sono paesaggio” si celebrano i 50 anni degli Ecomusei. Il Munlab, Ecomuseo dell’Argilla, partecipa all’iniziativa con un breve video in cui racconta se stesso ed il suo territorio.